Addio a Benito Nonino, il “padre della grappa”

Addio a Benito Nonino, padre della grappa Muore a 90 anni Benito Nonino, l’imprenditore che, insieme alla moglie Giannola, ha trasformato la grappa da semplice liquore di osteria in un prodotto estremamente raffinato. Si è spento nella sua casa-azienda di Percoto, in provincia di Udine, dove ha deciso di trascorrere gli ultimi giorni della sua […]

Jul 11, 2024 - 07:30
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Addio a Benito Nonino, il “padre della grappa”

Addio a Benito Nonino, padre della grappa

Muore a 90 anni Benito Nonino, l’imprenditore che, insieme alla moglie Giannola, ha trasformato la grappa da semplice liquore di osteria in un prodotto estremamente raffinato. Si è spento nella sua casa-azienda di Percoto, in provincia di Udine, dove ha deciso di trascorrere gli ultimi giorni della sua vita.

Uno nome-spartiacque

Si può parlare di un prima e di un dopo Benito Nonino, perché è stato in grado di evolvere la grappa in un prodotto amato dagli intenditori, elevandolo in qualità e prestigio. Grazie al supporto della moglie Giannola, Nonino ha trasformato la piccola azienda di famiglia produttrice di “sgnapa” in un marchio conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

La sua vita è stata ricca e intensa. L’amore della moglie e delle sue figlie, oggi alla guida dell’azienda di famiglia, è stato il filo conduttore di una storia iniziata nel 1897, quando il padre fondò l’azienda. Dopo averla ereditata, Benito ha deciso di elevare la qualità dei suoi prodotti, in primis della grappa, scardinandolo dal suo ruolo di distillato da osteria.

Così, ha selezionato una particolare uva del Friuli, il Picolit, che è diventata l’unica con la quale produrre la grappa Nonino. Si tratta di una scelta che ha rivoluzionato non solo la storia dell’azienda, ma il modo di fare grappa in Italia in generale. Da quel momento in poi, infatti, il prodotto ha iniziato via via ad affermarsi nei mercati nazionale e internazionale proprio grazie alla sua estrema qualità.
Basti pensare che, attualmente, la Nonino fattura ben 18 milioni di euro all’anno.

I successi oltre la grappa

Nel corso dei decenni, il lavoro di Benito Nonino è stato instancabile. Al 2020 risale uno degli ultimi premi ricevuti a San Francisco, quando la distilleria è stata riconosciuta come Miglior distilleria del mondo ai Wine Enthusiast Award. Proprio in quell’occasione, Benito Nonino è stato definito un rivoluzionario, capace di dare nuova vita a un distillato tradizionale rendendolo contemporaneo e degno rappresentante del Made in Italy.

Nonino lascia una grande eredità che, in primo luogo, coinvolge due premi che portano il suo nome: il Premio Nonino Risit d’Aur (barbatella d’oro), nato nel 1975 con l’obiettivo di premiare ogni anno il vignaiolo capace di distinguersi nella cura e nella promozione dei vitigni autoctoni friulani e, in concomitanza, l’assegnazione di una borsa di studio per la ricerca, storica o tecnica, incentrata su Schioppettino, Ribolla Gialla, Tazzelenghe e Pignolo.

Ma non solo, perché nel 1977 Nonino ha inaugurato anche il Premio Nonino Letteratura, guidato da Mario Soldati e destinato agli autori promotori dell’attualità della cultura contadina come divulgatrice di valori.

Tra grappe e letteratura, la vita di Benito Nonino è davvero difficile da sintetizzare. Forse è ancora più difficile parlarne, dato che si è interrotta improvvisamente. Fino al giorno prima della morte, infatti, l’imprenditore si è fatto accompagnare in distilleria.

In ogni caso, una cosa è certa: lascia sicuramente un bagaglio colmo di insegnamenti, ricordi e grandi esempi. Lascia una moglie e delle figlie che riusciranno a prendersi cura dell’azienda di famiglia tanto amata. Ma soprattutto, lascia delle linee guida fondamentali per tutti coloro che vorranno dedicare la propria vita, esattamente come lui, al mondo dei distillati.