Chiusura di 50 pub ogni mese nel primo semestre dell’anno
La crisi dei pub nel Regno Unito sembra essere più grave che mai, con 305 locali che hanno chiuso i battenti nei primi sei mesi dell’anno. Questo significa che ogni mese sono stati costretti a chiudere circa 50 pub, un numero preoccupante che mette in evidenza le difficoltà che il settore sta affrontando. L’analisi condotta […]
La crisi dei pub nel Regno Unito sembra essere più grave che mai, con 305 locali che hanno chiuso i battenti nei primi sei mesi dell’anno. Questo significa che ogni mese sono stati costretti a chiudere circa 50 pub, un numero preoccupante che mette in evidenza le difficoltà che il settore sta affrontando.
L’analisi condotta dalla società di intelligence immobiliare Altus ha rivelato che il numero totale di pub in Inghilterra e Galles è sceso a 39.096 alla fine di giugno, con esperti del settore che avvertono che aumenti delle tasse nel 2025 potrebbero portare a ulteriori chiusure in tutto il settore.
In particolare, i dati hanno evidenziato come il totale includa anche i pub attualmente vuoti e offerti in affitto, il che significa che il numero effettivo di pub in attività è ancora più basso di quanto si pensasse.
Altus ha sottolineato come molti pub che una volta facevano parte delle comunità siano stati demoliti e/o convertiti in abitazioni e uffici. La situazione è così critica che, nei primi sei mesi del 2023, sono stati chiusi 383 pub, il che equivale a 64 pub al mese.
Il presidente di Altus Group, Alex Probyn, ha dichiarato che più pub potrebbero essere costretti a chiudere l’anno prossimo a causa dei costi aggiuntivi legati all’inflazione e alla rimozione del beneficio delle esenzioni fiscali per le imprese. Questo avrebbe un impatto economico di £928 milioni e porterebbe a raddoppiare le fatture per molti gestori di locali.
Il settore ospitalità, duramente colpito dalla pandemia, aveva ricevuto un beneficio del 100% sulle tasse per le imprese dal governo tra il 2020 e il 2022, ma questo è stato ridotto al 75% e sarà rimosso dall’aprile prossimo.
La situazione si fa ancora più complicata considerando le voci su un possibile aumento del dazio sulle bevande alcoliche nel prossimo budget, che colmerebbe un presunto buco di £22 miliardi nelle finanze pubbliche. Questo potrebbe rappresentare un duro colpo per il settore del vino e degli alcolici, che lo scorso anno ha già subito il più grande aumento del dazio in 50 anni.
La situazione è quindi estremamente critica e il settore chiede al governo di congelare il dazio per almeno due anni per aiutare la ripresa delle vendite in un settore che già si trova di fronte a molte sfide.
Inoltre, le proposte di estendere il divieto di fumo agli spazi all’aperto, come i giardini dei pub, potrebbero avere un impatto ancora maggiore sull’industria e sui consumatori. Le associazioni di settore stanno chiedendo al governo di valutare attentamente le conseguenze di tali misure prima di procedere con qualsiasi cambiamento normativo.
La crisi dei pub nel Regno Unito è un campanello d’allarme che richiede azioni immediate per salvaguardare un settore che contribuisce significativamente all’economia nazionale e all’occupazione. È necessario un dialogo aperto e costruttivo tra le parti interessate per trovare soluzioni sostenibili e garantire un futuro per i pub britannici.