L’Italia diventa un Paese senza glutine
L’Italia è un paese gluten-free: eccellenza nella cucina per celiaci Prodotti per celiaci e gluten-free in generale sono ormai un must in Italia che, secondo il New York Times, può essere definita “il paradiso dei celiaci”. Qualche anno fa, infatti, il giornalista Andrew Curry è stato in vacanza in Italia, soprattutto per assaporarne le prelibatezze […]
L’Italia è un paese gluten-free: eccellenza nella cucina per celiaci
Prodotti per celiaci e gluten-free in generale sono ormai un must in Italia che, secondo il New York Times, può essere definita “il paradiso dei celiaci”. Qualche anno fa, infatti, il giornalista Andrew Curry è stato in vacanza in Italia, soprattutto per assaporarne le prelibatezze enogastronomiche conosciute in tutto il mondo: pane, pasta e pizza.
Ad accompagnarlo c’era la moglie celiaca che, se inizialmente poteva essere terrorizzata all’idea di dover rimanere a bocca asciutta, alla fine si è dovuta ricredere: la quantità e la qualità dell’offerta gluten-free nel Belpaese si sono rivelate semplicemente eccellenti, tanto che i due coniugi sono rimasti piacevolmente colpiti al punto da dedicare un intero articolo sulla preparazione degli italiani sul tema della celiachia.
La Guida AFC
Curry e consorte, così come fanno decine di migliaia di turisti celiaci che scelgono l’Italia come meta di destinazione delle loro vacanze, avevano consultato la Guida AFC, a dir poco essenziale per tutti coloro che non possono – o non vogliono – assumere alimenti contenenti glutine. Si tratta di uno strumento fornito da AIC, Associazione Italiana Celiachia che, da più di 45 anni, rappresenta il punto di riferimento dei consumatori-pazienti celiaci in Italia.
La nuova Guida AFC per il 2024 è stata da poco pubblicata e coinvolge più di 4mila attività tra pub, tavole calde e fredde, bar, cioccolaterie, creperie e cornetterie che hanno deciso di aderire al Programma AFC Alimentazione Fuori Casa senza glutine.
In pratica, si tratta di una “rete” di locali appositamente formati e informati sul servizio gluten-free, in modo che il consumatore celiaco possa sia consumare bevande, cocktail, snack e prodotti da banco totalmente sicuri, sia vivere in completa serenità la propria vacanza senza dover rinunciare alla bellezza del cibo fuori casa.
Come funziona il Programma AFC
Per ridurre il rischio di assunzione involontaria di glutine, AIC utilizza due strumenti fondamentali: la formazione e i sopralluoghi periodici. In primis, le associazioni locali compiono vera e propria formazione su tutto il territorio, educando gli operatori del settore sui comportamenti adeguati e sulle attività necessarie per evitare la contaminazione da glutine; successivamente, si eseguono sopralluoghi periodici all’interno delle strutture, così da constatare se le indicazioni fornite vengano effettivamente rispettate e, in caso contrario, per aiutare il gestore a risolvere i problemi e a migliorare il servizio offerto agli ospiti celiaci.
Oltre alla Guida AFC cartacea, messa a disposizione di tutti i consumatori celiaci, le attività di ristorazione che aderiscono al progetto possono usufruire di altri mezzi molto importanti: il sito celiachia.it, dove è disponibile una versione online della lista dei locali che aderiscono al Programma AFC; l’App AIC Mobile, che sfruttando il GPS permette ai consumatori celiaci di individuare i locali gluten-free nelle vicinanze; la vetrofania, che valorizza il logo del programma rendendo immediato e comprensibile il messaggio che si intende veicolare, cioè che i consumatori celiaci possono trovare cibi e bevande privi di glutine; il passaparola, il vero motore del marketing, che consiste nel consigliare un locale dove ci si è trovati bene a parenti e amici.
Senza glutine è vantaggioso
Per le attività di ristorazione, aderire al Network AFC e offrire un servizio gluten-free di qualità stanno alla base di grandi opportunità di business, oltre che di un eccellente ritorno di immagine. Attraverso i numerosi strumenti messi a disposizione, AIC si impegna costantemente a facilitare la vita dei consumatori celiaci – e di coloro che li accompagnano – che, di certo, tenderanno a fidelizzarsi presso quei locali in grado di offrire loro solo servizi sicuri e di qualità.
In ogni caso, ecco un altro traguardo raggiunto dall’Italia: un Paese dove è possibile sedersi al tavolo di un bar o di un ristorante, ordinare il proprio piatto preferito, gustarlo in totale tranquillità e dimenticarsi, anche solo per un momento, di aver chiesto qualcosa che, fino a qualche anno fa, era considerato “diverso”. Un passo avanti, quindi, non solo per il servizio offerto, ma anche per la capacità di saper accogliere chiunque e di operare in nome dell’inclusività, anche in cucina.